Silvia Ferrari

In numerose occasioni, articoli e interviste, Levi ammette di preferire una scrittura e uno stile chiari e distinti nel momento in cui ci si appresta ad affrontare la tematica della testimonianza della Shoah, eppure nella sua ‘Antologia’ di testi di autori ideali propone Celan e si dedica alla traduzione di un autore impenetrabile quale Kafka. Il rapporto con la scrittura di quest’ultimo però non solo è complesso per le scelte di traduzione del Processo che Levi opera, ma anche per il rapporto con il potere che sia Levi sia Josef K. hanno dovuto affrontare. È interessante allora, dopo aver intrapreso un percorso di ricostruzione della dinamica di traduzione di Levi con il metodo comparativo proposto da Heidmann, comprendere il punto di maggiore vicinanza e il punto di maggiore lontananza nell’intreccio delle esistenze di Levi, nel suo rapporto di forza con il nazismo, e di Josef K. nel suo rapporto di forza con chi muove le fila del processo: come si vedrà, andando in profondità sulla questione riflessa della colpa, Levi conosce la sua ‘colpa’ (per quanto folle) agli occhi del nazismo poiché il potere è esplicitato attraverso la legge; diversamente, Josef K. non conosce la colpa che gli è imputata e non comprende poiché il potere esiste e sussiste ma non è esplicitato attraverso alcuna legge.


Keywords: Kafka, Der Prozess, metodo Heidmann, strategia traduttiva, colpa