Martina Mengoni

Nel quadro di una nuova ipotesi genetico-­critica dell’ultimo libro di Primo Levi, I sommersi e i salvati (Einaudi 1986), emerge con sempre maggiore forza l’importanza che ha avuto, per una nuova riflessione su Auschwitz, la traduzione in tedesco di Se questo è un uomo (Ist das ein Mensch? Fischer 1961) e le lettere che Levi ha ricevuto dai lettori tedeschi nei primi anni Sessanta. All’interno di questa cornice, divengono particolarmente rilevanti le fonti letterarie tedesche utilizzate da Levi in uno dei capitoli chiave del libro, quello sul concetto di zona grigia. Due sono quelle principali: Thomas Mann e Alfred Döblin. Il presente articolo indaga, discute e ricostruisce la provenienza e la presenza di queste fonti ne I sommersi e i salvati, le connette con la nuova ipotesi genetica sopra accennata e infine le mette in relazione con la presenza e la descrizione di un personaggio chiave tanto per il concetto di zona grigia quanto per l’intero libro leviano: Mordechai Chaim Rumkowski, decano ebreo del ghetto di Łódź durante l’occupazione nazista.


Keywords: I sommersi e i salvati, La montagna incantata, Berlin Alexanderplatz, zona grigia, Rumkowski