Irena Prosenc

Nei testi autobiografici di Primo Levi si osserva una notevole presenza di libri, intesi come oggetti concreti, come opere letterarie e come nozioni legate a contenuti autobiografici. Levi si analizza come autore e come lettore, mettendo in pratica il suo motto di “riconoscere, analizzare e pesare”. In quanto lettore, è portatore di nozioni astratte derivanti dalle sue letture, ma anche proprietario di libri che lo accompagnano in vari periodi della sua vita e rappresentano una parte cospicua del suo bagaglio nelle peregrinazioni attraverso l’Europa del dopoguerra. L’immagine più chiara del Levi lettore si forma nell’antologia personale La ricerca delle radici, in cui la scelta dei brani si basa principalmente su motivi autobiografici. Nella narrazione autobiografica leviana, i libri e la lettura hanno un ruolo importante nella rievocazione e testimonianza degli eventi passati, e ricevono la stessa attenzione accordata agli altri oggetti, persone e luoghi. Dopo l’esperienza disumanizzante di Auschwitz, la lettura viene presentata come un modo per tornare alla civiltà e riacquisire la propria identità. La cultura ‘ibrida’ di Levi comprende dei classici della letteratura italiana, ma anche manuali di ch


Keywords: Primo Levi, libri, lettura, autobiografia, antologia