Marialaura Chiacchiararelli

L’intervento si propone di analizzare i riferimenti alle esperienze diasporiche presenti nell’opera di Clara Sereni, in particolare nel romanzo del 1993 Il gioco dei regni. In questo libro le metafore della tessitura e del “filo della memoria” si offrono come strumenti per tenere insieme le diverse storie dei membri di una famiglia divisi da scelte di vita radicali. Il punto di partenza è rappresentato dalla ‘diaspora politica’ di Xenia, la nonna materna della scrittrice, che da giovane rivoluzionaria soggiorna in diversi paesi dell’Europa orientale ed occidentale, e che, in età adulta, trova la sua nuova patria in un kibbutz della Palestina. A questa storia si intreccia quella della famiglia Pontecorvo, i cui membri, cittadini del nuovo Stato unitario, riscoperte le proprie radici ebraiche, sentono l’urgenza di doversi adoperare per concretizzare la loro aspirazione alla giustizia. Significativa la ‘diaspora ideologica’ di Enzo Sereni il quale decide di lasciare la vita agiata che conduce a Roma per andare a coltivare un sogno in una terra arida e dura da dissodare, lontano dal calore degli affetti familiari. Ci si propone inoltre di dare il giusto rilievo alla ‘diaspora affettiva’ di Clara Sereni, la scrittrice che ritorna nei luoghi dei suoi avi per rintracciare tutti quei fili dispersi che, tessuti insieme, hanno dato vita a uno dei più bei libri di famiglia scritti in Italia.


Keywords: Diaspora; generazioni; memoria; tessitura