Caterina Del Vivo

Angiolo Orvieto (Firenze 1869‐1967) e Laura Cantoni Orvieto (Milano 1876 ‐ Firenze 1953) sono conosciuti per la loro attività culturale, pubblicistica e letteraria nella Firenze del Primo Novecento. Direttore di importanti periodici come Il Marzocco, Angiolo; autrice di successo di racconti per l’infanzia, Laura. Difficilmente nelle loro opere più note o nelle loro collaborazioni giornalistiche emergono riferimenti alla cultura ebraica, tanto da far supporre che sia davvero assente nella loro ispirazione ogni legame con la tradizione degli avi. Non è così, e per smentirlo è sufficiente esaminare alcuni testi oggi quasi dimenticati o rimasti inediti. Come il canzoniere di Angiolo Il vento di Siòn, pubblicato nel 1928, e come i sonetti inediti di Patrie ebraiche, composti nel 1919. Versi che, affiancati, documentano come soltanto attraverso un lungo percorso il poeta sia riuscito ad esprimere e ricomporre in termini letterari il proprio dissidio interiore, il conflitto fra il richiamo della terra di Palestina e l’affetto per il paese che ha ospitato per secoli la sua famiglia nella diaspora, l’Italia. A maggior ragione l’elemento ebraico sembra assente negli scritti di Laura Orvieto, conosciuta soprattutto per i volumi della collana Storie della storia del mondo, dedicate alle vicende dell’antica Grecia e di Roma, soggetti che possono far supporre una completa assimilazione. Ma dalle carte d’archivio risulta che i progetti iniziali non intendevano guardare soltanto alla cultura occidentale: alcune opere rimaste inedite negli anni Trenta per ragioni sociali e politiche, e pubblicate postume recentemente – come la Storia di Angiolo e Laura e il Viaggio meraviglioso di Gianni nel mondo delle parole ‒ documentano con chiarezza, accanto ad altri abbozzi mai terminati, l’importanza dell’elemento ebraico nell’ispirazione originaria della scrittrice.


Keywords: Angiolo Orvieto, Laura Orvieto, letteratura ebraica, letteratura per l’infanzia, ebraismo fiorentino