Matteo Brera

Il coro di ebrei in Nabucco di Giuseppe Verdi è stato spesso usato (anche a sproposito) quale simbolo di patriottismo e, in Italia, il movimento politico noto con il nome di Lega Nord lo ha addirittura adottato come proprio ‘inno nazionale’. Quello per Nabucco è soltanto uno dei libretti verdiani definiti da molti come ‘patriottici’ e il compositore, come è noto, divenne un’icona del Risorgimento italiano del 1871, ma anche della ‘riunificazione’ italiana alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Questo intervento analizzerà il coro di ebrei di Nabucco come archetipo dell’immagine di diaspora, poi riproposta e modificata da Verdi in numerose altre sue opere, quali I Lombardi alla prima crociata, Ernani, Macbeth, Alzira e I vespri siciliani. Si metterà in evidenza come differenti rappresentazioni diasporiche siano presenti nel corpus verdiano e, attraverso lo studio comparato dei testi poetici, sarà dimostrato come la poesia dei libretti – e delle opere verdiane in generale – sia riuscita (e riesca) a esprimere il sentire comune di un ‘popolo’ in cerca di un ‘destino migliore’.


Keywords: Giuseppe Verdi, libretti, Nabucco, diaspora, patriottismo