Raniero Speelman

Selanik/Salonika, città chiave della cultura ottomano‐ebraica: le testimonianze di alcuni scrittori del Novecento ricorda la posizione particolare del capoluogo macedone che ha conosciuto una relativa maggioranza demografica ebraica. L’antica e odierna Thessaloniki, culla del riformismo ottomano ma conquistata nella guerra balcanica del 1912 e presto annessa alla Grecia, è stata notevolmente segnata dagli scambi etnici e dall’emigrazione ebraica verso la Turchia ma anche verso la Francia e l’Italia. Occupata dalla Germania, pochi decenni dopo quasi tutto quanto restava della comunità ebraica locale è stato sterminato nella Shoah. Il saggio si concentra su uno scrittore in lingua italiana, Saul Israel, che nella nativa Selanik situò la prima parte del romanzo di idee postumo Con le radici in cielo, nonché su Alberto Nar, scrittore, ricercatore e poeta ebreo di lingua greca. Israel, che per un romanzo precedente aveva scelto una cornice turco‐repubblicana, ancirena, e uno sfondo vagamente orientale, narra le vicissitudini di una tradizionale famiglia ebrea salonicchese di cui gli esponenti più giovani emigrano in Italia dopo la conquista greca, come aveva fatto lo scrittore stesso. Nar ha sempre ribadito l’importanza della produzione locale di letteratura in lingua djudezme (ladino). Ma la convivenza di oltre tre decenni di ebrei e greci non è stata dimenticata da questi ultimi: non pochi scrittori greci, come ad esempio Yorgos Ioannou, hanno ricordato la loro presenza e voluto testimoniare la loro estirpazione nella Shoah.


Keywords: Selanik/Thessaloniki, greci, Saul Israel, Alberto Nar, poeti greci, djudezme