Monica Jansen

Giorgio Perlasca che, fingendosi console spagnolo, nel 1944 salvò più di cinquemila ebrei ungheresi a Budapest, è stato proclamato “Giusto tra le Nazioni” a Yad Vashem nel 1989, dopo di che è seguito il suo riconoscimento all’estero ed in Italia come “uomo giusto” e come “eroe italiano”. Dopo il film televisivo di Alberto Negrin, trasmesso tra il 28 e il 29 gennaio 2002 in occasione del Giorno della Memoria, l’esempio di Perlasca è diventato un elemento obbligatorio nella commemorazione dei genocidi del ventesimo secolo e, a partire dal 2004, anche per ricordare l’esodo istriano durante il Giorno del Ricordo. Il presente contributo indaga le qualità di Perlasca in quanto “eroe italiano” ed “eroe scomodo” a causa del suo passato fascista. Mentre la fiction della RAI lo rappresenta come un eroe nazionale, varie comunità commemorative ne fanno piuttosto un eroe comodo per chi non si identifica con il passato antifascista. Il ‘Giusto’ Perlasca viene però anche ricordato come un “uomo qualunque” la cui azione morale è analizzabile all’interno di una visione etica pragmatica che coincide con l’attivismo spontaneista e genericamente umanitario di Perlasca, messo in luce nel suo diario e nel film televisivo. Segue infine una rassegna delle attività commemorative dedicate allo “Schindler italiano” al fine di tracciare un quadro intermediale della memoria culturale di Perlasca.


Keywords: Perlasca, Giusto, memoria culturale, Giorno della Memoria, Giorno del Ricordo