Hanna Serkowska

Ritenuta l’utilità dei testi letterari di argomento storico come fonte di informazioni sui fatti appartenenti al passato, si invita ad analizzare alcuni testi di Lia Levi, Giacomo Debenedetti, Elsa Morante, Giacoma Limentani e Rosetta Loy che hanno per tema la rappresentazione e l’immagine della Chiesa al tempo delle leggi razziali e della Shoah. Si tratta di un argomento oggi molto attuale, aumentando quotidianamente polemiche e studi di storici, testimonianze divise tra di loro in critiche e elogiative. Dopo una breve discussione delle posizioni degli storici si passa ai testi letterari proponendo i loro scritti come una valido contributo al dibattito, constatando che la maggior parte di quei testi propende a consegnarci un’immagine critica del ruolo della Chiesa a quel tempo (la Chiesa avrebbe appoggiato la discriminazione e sarebbe rimasta indifferente di fronte alle persecuzioni e allo sterminio, tutelando i propri interessi e incoraggiando le conversioni). Come tra gli storici, uno spartiacque corre anche tra gli scrittori, e la loro parola dovrebbe pertanto essere presa in considerazione. Un testo che spicca, infatti, su questo sfondo, è quello di Rosetta Loy che cerca di dare una visione equa, e compie uno sforzo notevole per riportare in dettaglio ogni episodio di cui sia venuta a conoscenza nelle sue ricerche, per decantare la Chiesa, per avversarne l’immagine fosca creata dalle rappresentazioni dei fatti che abbiamo visto nei testi degli altri autori.


Keywords: Rappresentazione del passato, Chiesa cattolica, ebrei, leggi razziali, fascismo, Shoah