Carlo Tenuta

T. W. Adorno, in Che cosa significa elaborazione del passato, scrive: “La questione che cosa significa elaborazione del passato deve essere chiarita. Essa si fonda su un’espressione divenuta […] un modo di dire che non può che insospettire”. Nel cogliere lo spunto offerto dal tema “ricostruzione di una memoria collettiva antecedente alla Shoah in Italia” si è riconosciuta la possibilità di ricostruire l’eccidio di cittadini ferraresi (perpetrato ai danni, indistintamente, di antifascisti, ebrei, cittadini rastrellati per strada da squadre fasciste alla fine del 1943, come rappresaglia per l’uccisione di un gerarca) e le sue implicazioni rispetto alle nozioni di ‘memoria’, ‘storia’ e ‘letteratura’, alla luce di due opere tra loro differenti per genere, ma che certo condividono la medesima prospettiva del “testimone morale” – per adoperare la formula margalitiana – ovvero le memorie di Corrado Israel De Benedetti, Anni di rabbia e di speranze, e il racconto di Giorgio Bassani Una notte del ‘43, un’opera esemplare al cuore della quale Bassani indaga il ruolo della testimonianza – e della memoria in rapporto all’esperienza umana nell’Italia del primo dopoguerra – con l’esito, tutt’oggi per nulla scontato, di offrire una tra le più significative riflessioni contemporanee rispetto ad una nozione quale è, appunto, quella di “elaborazione del passato” finendo, nel contempo, per tradire il dovere retorico ad una precisa memoria, preferendole il ricordo impreciso.


Keywords: Memoria , passato, testimonianza, Corrado Israel De Benedetti, Giorgio Bassani