Giorgio Pressburger

Gli ebrei ungheresi hanno avuto problemi di scelta della lingua in cui esprimersi: ungherese, yiddisch o tedesco. Quando alcuni di essi hanno poi lasciato la patria, il problema si ripresentava. Per gli ebrei ungheresi in Italia, paese col quale esistevano da quasi un millennio stretti rapporti, la lingua diventava spesso l’italiano. È il caso di Svevo, Vagliani, Bruck e Keményi, nonché dei fratelli Pressburger. Il cambiamento di lingua comporta varie metamorfosi. Per lo scrittore ebreo, ciò può avere esiti diversi tra i due poli di perdita o rafforzamento dell’identità. Diverso ancora è il ruolo della religione, talvolta, come in Kafka, mai discussa apertamente. Le cose mutano dopo la Shoah. Si accenna alle differenze interculturali tra cultura ashkenazy e cultura sefardita, nonché tra ebrei magiari e ebrei italiani. Si confrontano gli scrittori d’origine ungherese con gli scrittori italiani ebrei negli anni ‘20.


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