Stefania Lucamante

Ancora oggi esiste una documentazione relativamente esigua sia sull’esperienza precipua della deportazione vissuta dalle italiane che su coloro che, tra queste, hanno deciso di intraprendere la prassi della scrittura per confrontarsi con la loro esperienza, parlandone sia con modalità autobiografiche sia attraverso quelle finzionali. Assai prezioso risulta invece il contributo delle deportate e scrittrici italiane poiché la comprensione e studio della trasmissione della Shoah si configura e si arricchisce tramite la loro diretta testimonianza come anche mediante il trattamento di questo tema nella scrittura letteraria ed in quella saggistica da parte di scrittrici tuttora viventi. Questo saggio fa parte di uno studio più ampio riguardante l’analisi dell’importante materiale della testimonianza, della memoria e delle modalità scrittorie con cui le italiane (e le donne che hanno scritto in italiano) ci hanno affidato dal 1945 in poi la rappresentazione della Shoah. Scopo del presente lavoro è quello di rendere merito ad alcune donne il cui contributo scritto è servito a far conoscere sia la vita nei lager che il ‘dopo’ Auschwitz, offrendo una prospettiva femminile ed italiana. Si iniziano in questa sede a stabilire dei rapporti fra i temi svolti negli scritti memoriali di Giuliana Tedeschi, Liana Millu, Fausta Finzi e quelli che verranno illustrati in seguito in opere a carattere spiccatamente romanzesco.


Keywords: Deportazione, memoriali, Liana Millu, Giuliana Tedeschi, Anna Bravo